A buon punto l'inchiesta sui crolli delle case in Abruzzo | Bric a Brac

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A buon punto l'inchiesta sui crolli delle case in Abruzzo

Finalmente il Procuratore Capo dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha le idee chiare sui progettisti, esecutori dei lavori e costruttori che potrebbero finire sotto inchiesta per la costruzione di case definite “antisismiche” ma che col terremoto subito sono crollate. In totale sono 140 gli edifici sequestrati e, a quanto dice Rossini, i carabinieri hanno in mano tutta la ricostruzione documentale di tutte le case in cui sono stati fatti i sopralluoghi. L'inchiesta, partita un mese fa, si basava sull'ipotesi che, le case crollate, fossero state costruite con cemento mescolato a sabbia marina la quale, anziché reggere le case, corrode mano a mano il cemento.
Lo scorso 6 aprile, infatti, la scossa di terremoto ha causato la morte di 296 persone e distrutto moltissime case, costringendo oltre 60.000 cittadini a vivere nelle cosiddette “tendopoli”. La cosa grave è che la maggior parte di queste persone avevano acquistato case che erano state vendute come antisismiche ma, dati gli spaventosi risultati, così non si è dimostrato. Il Procuratore Capo dell'Aquila ha in questi giorni affermato che, grazie al costante lavoro dei carabinieri e della squadra mobile, la chiusura delle indagini sui crolli delle case potrebbe effettuarsi prima del previsto. Come abbiamo infatti su riportato, l'inchiesta è a buon punto, quindi quasi sicuramente non verranno impiegati 6 mesi di tempo come previsto inizialmente.

 
 

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